Una manutenzione corretta della tua piscina prende in considerazione la gestione dell’acqua clorata. È importante sapere dove poter scaricare l’acqua e il cloro.

Nella gestione dell’impianto piscina lo scarico dell’acqua clorata è un’operazione da svolgere periodicamente, è fondamentale essere a conoscenza delle norme di riferimento e applicarle per non rischiare di inquinare e di infrangere la legge.

LE ISTRUZIONI

Effettuare correttamente la declorazione è un procedimento che può essere messo in atto attraverso la decantazione dell’acqua oppure con un sistema in linea.

Il primo procedimento è più complesso perché prevede che l’acqua venga conservata in un’apposita vasca di accumulo prima di essere smaltita, lasciandola a decantare oppure trattarla con uno specifico prodotto declorante.

Il secondo metodo  prevede di immettere in vasca un prodotto decolorante che agirà grazie all’azione di una pompa collegata ad un contatore volumetrico, quindi si neutralizza il cloro presente in acqua per rendere possibile uno smaltimento corretto.

I prodotti decoloranti da utilizzare sono:

  • neutralizzante cloro: liquido capace di eliminare il cloro;
  • neutralizzante cloro “eco”: prodotto specifico ed ecologico per neutralizzare il cloro attivo rispettando l’ambiente.

prodotti-chimici

Il ciclo di vita dell’acqua in piscina può essere riassunto in 6 passaggi:

  1. Il primo riempimento completo della piscina con clorazione d’urto
  2. Il terzo anno l’acqua sarà esausta e sarà da sostituire in toto e sarà da trattare se ha un livello di cloro più alto di 0,22ppm
  3. Passa la prima stagione si copre la piscina con una copertura invernale evitando che la luce entri in piscina e attivi il processo clorofilliano
  4. Effettuiamo una iper clorazione per effettuare un reset batteriologico in piscina
  5. Con l’arrivo della stagione calda togliamo la copertura e togliamo 1/4 d’acqua dalla piscina questo 1/4 sarà da trattare se ha un livello di cloro più alto di 0,22ppm
  6. Aggiungiamo il restante parte con acqua nuova

LE NORME

Ogni manutentore di piscine, per quanto riguarda lo svuotamento della piscina, deve far riferimento alla “Legge Merli”, la Legge 319 del 1976 “Norme per la tutela delle acque dall’inquinamento”, e il più recente Decreto Legislativo 152/99 che prevede che gli enti competenti autorizzino lo scarico.

Le tipologie di scarico secondo le normative sono:

  • Acque superficiali 
  • Suolo e sottosuolo
  • Rete fognaria

Un’altra classificazione è quella relativa alle acque reflue, suddivise in:

  • reflue urbane (acque reflue domestiche oppure ad un miscuglio di queste con quelle reflue industriali convogliate nelle reti fognarie);
  • Acque reflue domestiche (tutta l’acqua proveniente dalla abitazione residenziale e servizi o derivanti da metabolismo umano o attività domestiche (interne all’abitazione e al proprio sistema fognario);
  •  reflue industriali (scaricate da edifici o impianti commerciali dove si svolge attività commerciale  o di produzione di beni diverse dalle acque reflue domestiche e dalle acque meteoriche di dilavamento);
  • Acque reflue assimilate a quelle domestiche

Le norme di alcune regionali prevedono che tutte le acque di scarico della piscina, comprese le piccole piscine private, siano acque industriali. Altri Enti distinguono tra le acque della vasca come domestiche e quelle derivanti dal contro-lavaggio come industriali.

Le norme prevedono sanzioni severe a chiunque violi la legge in questo ambito. Di seguito riportiamo le pene più severe:

  •  multa da 3.000 a 30.000 euro per superamento dei valori limite dello scarico
  • multa da 6.000 a 60.000 euro per scarico non autorizzato
  • da due mesi a due anni di reclusione per gli scarichi di acque reflue industriali non autorizzati:
  • arresto da tre mesi a tre anni per gli scarichi di acque reflue industriali non autorizzati contenenti sostanze pericolose:
  • fino a due anni di carcere per il superamento dei valori limite dello scarico di acque reflue industriali:

LE SOLUZIONI

Il lavaggio dei filtri, la sostituzione di pezzi di ricambio, lo svuotamento completo della  piscina o il trattamento dell’acqua già presente, non sono operazioni facili.

Esistono due alternative possibili:

  • ci si può affidare ad una azienda specializzata e autorizzata per lo svuotamento delle piscine e lo smaltimento delle acque;
  • in alternativa ci si può occupare in prima persona dello smaltimento delle acque della piscina attraversi il sistema fognario, eliminando il cloro con una declorazione prima di scaricare l’acqua.

Scaricare l’acqua della piscina è un processo abbastanza lungo e laborioso se fatto in autonomia perché è doveroso dedicare il giusto tempo alla declorazione, mentre affidarsi ad una ditta specializzata è sicuramente un metodo più veloce.

Smaltire da soli le acque di scarico della piscina non è semplice ed immediato. Il processo di declorazione, soprattutto se prevede la decantazione dell’acqua, è lento di natura. Accelerare il processo è possibile utilizzando uno dei prodotti sopracitati, pensati per eliminare il cloro in eccesso nel minor tempo possibile.

Lo scarico dell’acqua in sé è piuttosto veloce, bastano una decina di minuti per completare l’intera operazione. Dunque, se si conta sull’azione di prodotti decloranti, è possibile svuotare l’acqua della piscina in poco tempo, in sicurezza e rispettando l’ambiente e tutte le norme in vigore.

Le principali caratteristiche fisiche dell’acqua di piscina da monitorare sono temperatura e torbidità, ossia limpidezza e trasparenza, per prevenire fenomeni “sgradevoli” come quello dell’acqua verde in piscina.

Per quanto riguarda la torbidità dell’acqua si deve introdurre il filtraggio, ovvero il ricircolo dell’acqua.

Come abbiamo visto svuotare la piscina è un lavoro complesso ma ricordiamoci che per i privati non è necessario cambiare completamente l’acqua della propria piscina più volte all’anno.

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