Le piscine fuori terra sono la scelta ideale per godere del lusso di una piscina facile da montare e che non necessariamente richiedono un permesso edilizio. Svariati sono i loro vantaggi, partendo anzitutto dalla considerazione che non si devono fare troppi lavori, soprattutto gli scavi. La struttura poggia su ciò che si ha all’esterno di un edificio, che sia un pavimento, un parquet o erba. Inoltre, i costi sono indubbiamente più contenuti rispetto alle piscine interrate, che comportano maggiori impegni.

Tra i diversi modelli di piscina fuori terra si distinguono: quelle gonfiabili autoportanti, di piccole dimensioni, che tendenzialmente possono essere riempite di giorno e svuotare di sera. In genere sono in materiale Pvc molto resistente ma non hanno grande design; quelle con telaio portante, che hanno una maggiore stabilità; quelle rigide, che richiedono però la stessa manutenzione di una piscina interrata. Sono quelle più belle e più costose della categoria, dotate di una struttura in acciaio inox e legno, rivestibili in qualsiasi materiale. Non sono smontabili ma si presentano come strutture fisse.
I più recenti modelli di piscine fuori terra, sono stati ideati proprio con la finalità di rendere la loro installazione facile considerando che l’utente finale potrebbe non essere un esperto nel montaggio non sono richieste, perciò, particolari competenze.

 

Le dovute regole da rispettare circa il posizionamento, sono di seguito indicate.

  • Per un adeguato posizionamento, la piscina può essere collocata sul cemento, su uno spazioso terrazzo, o sulla terra del giardino, ma imprescindibile è lasciare un adeguato spazio circostante al fine di accedervi facilmente, entrare in acqua e collocare le eventuali sdraio. Dunque, individuare un’area soleggiata è fondamentale.
  • Un’ulteriore attenzione da porre è che il terreno sia adeguatamente livellato, non in pendenza e privo di pietre o radici sporgenti, in caso contrario un terreno non livellato e pulito, nonostante ormai le piscine siano fatte di materiali resistenti, potrebbe causare delle lesioni sul pavimento della piscina stessa.
  • Buona pratica è quella di non collocare la piscina sotto gli alberi, evitando così di pulire continuamente  l’acqua dalle foglie che potrebbero cadervi all’interno.
  • E’ bene , inoltre, individuare un’area vicina a una presa d’acqua e a uno scarico.

La fase di montaggio.

Una volta scelta l’area che si reputa giusta per il collocamento della piscina, sarà indispensabile livellare la base d’appoggio se è terra; nel caso  in cui, invece, la base è di cemento, si dovrà stendere uno strato uniforme di sabbia pulita, bagnarla facendo in modo che si compatti per  bene ed aggiungere un tappetino antimuffa. Il terreno si deve scegliere tenendo conto che la piscina piana è pesante, quindi deve essere ben solido.

Le piscine fuori terra, per natura, non richiedono montaggi complessi, per cui è normalmente sufficiente essere in due o tre persone e spendere dai 30 ai 90 minuti, a seconda del modello. Non è necessario l’utilizzo di attrezzi, viti o bulloni. La prima fase è quella di delimitazione dell’area destinata alla piscina, segue, poi il montaggio delle gambe della piscina e la parte inferiore, quindi procedere stendendo la vasca sul piano preparato. Dopo di che dovrà essere agganciata alla struttura portante ed infine riempita.

Non vi è una norma univoca inerente i permessi per l’installazione di piscine fuori terra, ogni comune delibera “autonomamente” in merito.

  • Con riferimento al Testo Unico dell’Edilizia: “il permesso di costruire è necessario per gli interventi inerenti una nuova costruzione che comportano una trasformazione edilizia e urbanistica del territorio”. Risultano, quindi, essere incluse sia strutture fuori terra che interrate, nel caso in cui siano previste trasformazioni permanenti del suolo. Inoltre, le opere minori (piscine, tettoie, gazebo,…),  strutture con caratteristiche di durata e funzione illimitata nel tempo, necessitano di un’autorizzazione perché si considerano la loro destinazione funzionale e le caratteristiche strutturali e non la destinazione proposta dal costruttore che può identificare i prodotti come “smontabili”.
  • E’ doveroso fare una comunicazione preventiva al Comune, insieme ad un progetto asseverato da un tecnico volto ad attestarne la conformità al regolamento edilizio e dalla indicazione dell’impresa esecutrice, per interventi che si identificano come “manutenzione straordinaria”, ad esempio piscine fuori terra prefabbricate;
  • Necessario è il permesso di costruire o di segnalazione certificata di inizio attività per gli interventi classificabili come nuova costruzione, è il caso di piscine interrate o fuori terra di dimensioni non ridotte.

Quindi la necessità di avere permessi per l’installazione dipende dal luogo in cui la piscina verrà installata, dalle sue dimensioni e dalla necessità o meno di eseguire lavori sul suolo su cui poserà.

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